Convitto Nazionale "P. Colletta" Avellino
scuola primaria - scuola secondaria di I grado - licei

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Autorità, illustri colleghi Rettori, docenti, educatori, famiglie e, soprattutto, voi, ragazzi,

oggi non è solo una data quella che vogliamo celebrare, siamo qui per sottolineare anzitutto l’importanza di un’intuizione che, all’indomani del Trattato di Maastricht, ha trasformato la visione di scuola del nostro Paese e della nostra città di Avellino. Trent’anni fa, il Liceo Classico Europeo nasceva come una scommessa: concorrere alla formazione, nei giovani, di una coscienza europea autentica. Oggi, possiamo dire con fierezza che quella sperimentazione è stata un vero successo e che è diventata un modello di eccellenza riconosciuto a livello nazionale, regionale e provinciale, capace di fondere la potenza culturale della classicità con una moderna vocazione internazionale. Proviamo tanta emozione, oggi, anche perché la richiesta, presentata lo scorso anno, di attuare la sperimentazione LCE 2023, non solo è stata accettata unicamente per il nostro Liceo, ma è stata anche attuata con successo e ci ha concesso l’onore di avere un incremento notevole delle iscrizioni per l’anno scolastico 2026/2027, con lo snellimento del quadro orario e con un piano di studi più agile e vicino alle esigenze degli alunni, senza perdere in qualità. I risultati sono tangibili: l’incremento significativo delle iscrizioni testimonia quanto la nostra offerta sia viva e attrattiva.

Oggi non commemoriamo soltanto come atto dovuto, ma perché tutti noi, qui riuniti, in questa scommessa ci crediamo, perché siamo convinti, lo sperimentiamo tutti i giorni, che lo studio del mondo classico in una prospettiva europea è lo strumento più potente per promuovere l’innovazione di cui il nostro Paese ha bisogno.

Abbiamo voluto che questo trentennale non si presentasse soltanto come una asettica cerimonia, ma come un percorso, un viaggio di riflessione. Per questo la commemorazione è stata inaugurata dall’ Hackathon Humanitas 4.0, un momento straordinario, motore del quale non è stata la competizione, ma il dialogo fattivo tra generazioni — rettori del passato e del presente, ex alunni e studenti di oggi — uniti nel voler trasformare il potere dei ricordi in prospettiva d’avanguardia. Abbiamo scelto questa modalità perché crediamo fermamente che lo spirito critico e l’etica classica siano il perno su cui si innesterà il futuro delle nuove generazioni. Per un’intera giornata l’Istituzione si è riunita per un lavoro creativo, seguendo un metodo condiviso, senza vincitori né vinti. A differenza dei format tradizionali, l’evento non ha previsto una giuria esterna. La filosofia dell’incontro si è basata sulla valutazione diffusa, ossia ogni partecipante è stato chiamato a fornire il proprio contributo e a valutare le idee altrui, in un’ottica di crescita collettiva.

Perciò, sempre nell’ottica del confronto e della condivisione abbiamo presentato la nostra storia e, permettetemi, il nostro ‘modello educativo’, al prestigioso Convegno dell’ANIES presso il Convitto ‘Cicognini’ di Prato, dove, insieme con docenti, educatori e alunni, avremo dedicata al nostro Liceo un’intera sessione, portando all’attenzione nazionale le nostre eccellenze: dal ruolo dell’educatore fino all’esperienza innovativa della Radio, che è stata introdotta quest’anno.

Il Convegno di oggi, dal titolo ‘Trenta anni di eccellenza: il Convitto Nazionale di Avellino celebra il futuro’, chiude metaforicamente il cerchio delle celebrazioni. Ma lo fa aprendosi all’esterno, al Paese e al territorio, l’Irpinia, una terra umile e accogliente, aperta, un mosaico di popolazioni, storicamente provenienti da Oriente, da Occidente, dal Nord e dal Sud del nostro mondo, una terra dal fascino autentico, rurale e fiera, dove la bellezza non è esibita, ma si lascia scoprire passo dopo passo, curva dopo curva. I nostri ragazzi sono il frutto più bello di questa terra e rappresentano la voglia di resistere, ma anche di innovare. Il nostro Liceo non è un’isola, ma un centro culturale per l’intera città!

Questo Convegno ha avuto l’onore di beneficiare del Patrocinio  del Ministero dell’Interno, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dell’Ambasciata della Repubblica Ellenica in Italia, dell’Ambasciata di Francia,  dell’Ambito territoriale di Avellino, della Provincia di Avellino, del Comune di Avellino. E, per questo, oggi pomeriggio, i nostri ospiti potranno scoprire i tesori dell’Irpinia: dal Carcere Borbonico alla Biblioteca Provinciale, fino alla suggestiva ‘Avellino sotterranea’, perché non esiste un cittadino del mondo che non sia, prima di tutto, consapevole della propria storia…

Concludo con un pensiero che mi sta molto a cuore, in un tempo in cui gli studia humanitatis sono in declino: l’ Humanitas — ossia lo  studio profondo delle radici che ci definiscono — non è un residuo del passato, non è mos maiorum retorico e vano, ma il motore più potente dell’innovazione. Essere ‘Europei’ non è un’etichetta geografica, ma un’identità che i nostri studenti portano nel loro cuore, e poi nel mondo con orgoglio, con cultura e con spirito critico. Di una cosa possiamo essere certi, che un giorno molti di questi ragazzi troveranno sul loro cammino un qualcosa che evocherà la memoria dei giorni passati in queste mura e in quel momento sapranno davvero cosa volesse dire il celebre episodio della madeleine di Proust,  letto e riletto tra i banchi di scuola, durante le ore di ESABAC.

Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questo lungo viaggio. Il futuro del Liceo Classico Europeo inizia, ancora una volta, oggi.

Buon trentennale a tutta la comunità del Liceo Classico Europeo e del Convitto Nazionale di Avellino !